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domenica 27 luglio 2008

|28| Profondità di me

“Non sapendo quando l'alba possa venire lascio aperta ogni porta, / che abbia ali come un uccello oppure onde, come spiaggia”, e penetri nei miei sensi disseminando un calore dolce sulla pelle bagnata di rugiada. Allora potrò sorridere senza il timore di cadere vittima dell’inganno della notte, che mostra stelle ma le tiene distanti dal tocco della mano. Le insicurezze della mente troveranno risposte nuove nel giorno che viene e i miei occhi brilleranno come perle, affascinati da un mondo fino a poco prima insensibile alla fantasia dei colori.
Talvolta sono tentata di chiudere gli scuri e rimanere nell’ombra dei miei sogni, chiusa nella stanza dell’illusione di me, poi odo per caso un suono provenire da fuori e ritorno cosciente di quello che sono. Come una vagabonda esploro il mondo in un sofisticato equilibrio con ciò che è reale. Osservo immagini e raccolgo emozioni, mi lascio stupire dalla semplicità che le cose belle sanno trasmettere a chi trova il tempo per ascoltarle.
Nella lunga attesa l’anima raggiunge silenzi strazianti, ma resta immobile a saggiare ogni istante di irrequietudine per paura di perdere l’intensità di un solo raggio di luce che tra poco – o forse più, non importa – vedrà arrivare da lontano, superare le barriere dei corpi e penetrare dentro di me, come
acqua che dona purezza ai pensieri.