Ma che vuol dire mi chiedo io.. e poi lascermelo così, sul comodino tra Tiziano Terzani e il bicchiere di moscato…Non ha proprio pudore!
E poi da quand’è che Emily Dickinson è entrata nelle sue grazie? Ha sempre odiato tutto ciò che non avesse risvolti pragmatici evidenti: libri, cinema, arte erano perdite di tempo! Figuriamoci la poesia! Quella cosa incomprensibile e da checca. Ho chiamato Laura immediatamente: sostiene che è una tipica reazione da uomo di mezza età affetto da sindrome di Peter Pan; inveisce contro il genere maschile, vile e puerile, ma mi assicura che presto troverò quello giusto; consiglia del gelato alla soia ipocalorico e tanta pazienza.
Essere mollata da Emily Dickinson proprio non mi va giù. Non solo perché dubito fortemente che Emily avesse scritto quelle parole per piantare l’uomo che aveva rimorchiato da McDonald grazie a squallide battute sulla dubbia provenienza del cheese burger e sulla certa destinazione di quella carne (ovvero i 3 punti G: glutei, girovita, girocoscia); bensì perché quel disgraziato ha violato ogni norma sulla solidarietà femminile!
Mollami citando Fabri Fibra, i Pooh o Califano, ma lascia stare Emily!
Nel sua totale ignoranza è riuscito a scaricarmi citando la poetessa del “Dì tutta la verità ma dilla obliqua”, che beffa!
A scanso di equivoci gli ho mandato un sms per tentare di raddrizzare la sua obliquità: Mio Livingstone, ho approfittato del fatto che ti trovassi in volo a scacazzare in casa di altre, per chiudere la mia porta che avevi accidentalmente scordato aperta.
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lunedì 28 luglio 2008
|29| “Non sapendo quando l’alba possa venire lascio aperta ogni porta,che abbia ali come un uccello oppure onde, come spiaggia.” Addio
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