venerdì 25 luglio 2008

|27| Ci sono quasi sette miliardi di persone sulla terra

Sette miliardi di pedine di una scacchiera invisibile. Pezzi più o meno importanti, a cui è stato assegnato un ruolo senza lasciare possibilità di scelta. Alcuni possono muoversi solo in un verso, altri in un altro. Altri possono muoversi solo nelle caselle bianche, altri in quelle nere. Altri ancora possono aggirare gli ostacoli guadagnando terreno.
Ma indipendentemente da questo l'obiettivo è comune per tutti: cercare di fare scacco matto alla parte avversaria. Ci vuole astuzia. Basterebbero anche tre mosse per riuscire a vincere. Ma non sempre è così facile. Le pedine sono tante, troppe per agire in sintonia. Si scontrano tra loro, e basta anche solo un attimo di disattenzione per essere esclusi dal gioco ed essere costretti ad uscire dalla scacchiera. Ma una volta usciti c'è un piccolo barlume di speranza di poter avere un'altra possibilità, un'altro modo per tornare in gioco. I pedoni, i pezzi meno importanti di tutti, arrivando in fondo alla parte avversaria possono avere il diritto a richiamare nella scacchiera una pedina del proprio colore. Ma la possibilità solitamente spetta sempre a pezzi importanti.
Sorge spontaneo chiedersi chi ha deciso ruoli così ingiusti. Forse la stessa forza, lo stesso meccanismo in grado di creare tutto questo...

Tutti sono guidati giocoforza verso una destinazione sconosciuta. E aspettano aspettano aspettano che qualcuno decida per loro. Si consegnano ad un nuovo destino senza sapere ciò a cui andranno in contro. Il loro scopo è cercare di determinare la prossima mossa. E aspettare.
Saranno mai in grado di interagire e cambiare le regole? Nessuno lo sa. Ma io sono ben consapevole, che, se continuerò a muovere queste pedine su questa maledetta scacchiera, compirò anch'io ciò per cui il destino mi ha segnato. E aspetterò anch'io come tutti. Aspetterò.

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