lunedì 9 giugno 2008

|9| Le onde fanno male

Le onde fanno male. Se le osservi con i piedi nell’acqua, sul bagnasciuga, ti fanno venire un gran mal di testa. Anche se provi a saltarle ti fanno male lo
stesso: arrivano, diventano più alte e nonostante tutti i tuoi sforzi si infrangono contro la tua pancia. Io le ho guardate a lungo. Ero su una di quelle terrazze panoramiche a strapiombo sugli scogli. Era ottobre e c’era un gran sole che calava all’orizzonte. Una di quelle scene che una coppietta farebbe di tutto per godersi tenendosi per mano. Io ero sola.
Avevo un lavoro deludente e un’amica irritante che si ostinava a ripetermi che sarebbe andato tutto a posto. Come? Domandavo io. In qualche modo. Rispondeva lei.
Erano passati due mesi esatti in quel giorno di ottobre, e ancora mi tormentavo l’anima. E le mani. Anche i polmoni. Tre sigarette in un’ora. Accanto ai piedi mozziconi sconsolati e intanto si alzava un vento freddo che mi ricordava l’arrivo dell’inverno. Il libro che avevo in borsa era solo un macigno che mi portavo dietro. Lo avevo iniziato due mesi prima; poi l’avevo lasciato impolverare sul comodino e proprio quel giorno era ritornato prepotentemente tra le mie mani. Un regalo, un suo regalo. Con dedica allegata: ti amo, per sempre.
Non più, evidentemente.
Mi aveva detto che avrebbe fatto un viaggio: Patagonia. Dove? Chiedo io.
Patagonia. Risponde. Lontano, molto lontano. Non volevo arrendermi mentre mi diceva che sarebbe stato un viaggio lungo sette mesi. Una parte dell’armadio era già vuota; il resto era sparso in camera, nella nostra camera. Sarebbe stato impacchettato tutto e spedito. Addio. Addio.
Se ne è andata lasciando la porta aperta. Era stata tutto, troppo. Ne avevo abbastanza. Stavolta le mie ali avevano bisogno di riposo per poi librarsi in volo.

Mi sono alzata e ho chiuso quella maledetta porta.

Le onde fanno male. Continuano ad infrangersi sulla riva senza arrendersi. Ero stata un’onda anch’io. Lei mi aveva tolto l’anima. Era ora di riprendersi le ali.

9 commenti:

Unknown ha detto...

Sembrava una storia d'amore finita normale, ma l'autore ci sorprende a fine corsa, dimostrando che l'amore stesso si manifesta in tanti modi.


Molto bello

Unknown ha detto...

Emozioni raccontate senza poli, dove il femminile si mischia al maschile e l'Uomo è fragile nella sua identità

Bello

Laura ha detto...

Fantastico!
Solo poche righe per esprimere impeccabilmente le emozioni più complicate dell'animo umano!

Emanuele ha detto...

L'amore è il desiderio assoluto di felicità che porta l'uomo a ricercare il piacere in un numero sempre crescente di sensazioni, nella speranza vana della sua completezza; è una tensione che non ha limiti, né per durata nel tempo, né per estensione, per questo si scontra irrevocabilmente con la vita umana, lo spazio, il tempo, la morte. Questo desiderio e questa tendenza non ha limiti, perché è ingenita e congenita con l'esistenza stessa, e perciò non può avere fine in questo o in quel momento che non può essere infinito, ma solamente, termina con la vita, perche ogni amore non ha fine ha solo un inizio.

Anonimo ha detto...

accattivante...

Anonimo ha detto...

mai letto cose del genere. Mi attizza il modo con cui scrivi.leo

Unknown ha detto...

Le onde fanno male. L'amore come un oceano, più è grande e più sono grandi e incontrollabbili le sue onde.
Tuttavia via ci tuffiamo sempre, sbattendo sugli scogli. Poi è difficile riprendere il volo con le ali bagnate.

Intenso.
Emozionante.

Unknown ha detto...

Molte emozioni espresse in poche righe. Intenso e feroce...

Anonimo ha detto...

breve ma intenso....
senza parole!